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Percorrendo le strade dell' Uzbekistan capisci
che da qui è passata la storia.
Percorri le lande desertiche dove, nella notte
dei tempi, ha vagato Zoroastro, scruti il cielo
che celebri astronomi hanno studiato secoli e
secoli fa. Tutti, dai Persiani Achemenedi, ai
Greci, ai Sassanidi, agli Arabi, dai Turchi ai
Mongoli e ai Russi, hanno lasciato il segno.
Queste sono le strade di Alessandro Magno, di
Marco Polo, di Ibn Batuta, di Avicenna, Gengis
Khan e Tamerlano.
KHIWA
Khiwa
è una strana città. Il suo centro storico
all'interno delle mura è un'impeccabile
città-museo, tuttavia si respira un'aria di
mistero e gli innumerevoli monumenti, moschee,
madrase, palazzi-diffondono ancora la loro
magia.
Khiwa è molto antica. Secondo la leggenda fu
fondata quando Sem, figlio di Noè, scavò in
questa zona un pozzo.
Ma, è stata distrutta e costruita parecchie
volte. Nell'VIII secolo era una piccola fortezza
ed una stazione commerciale sulla Via della
Seta. Fu solo diverso tempo dopo che Khiwa
assunse una grande importanza. Quando,
all'inizio del XVI secolo, divenne capitale di
un potente khanato, il commercio, quello degli
schiavi in particolare, era molto attivo con una
conseguente proliferazione di begli edifici e lo
sviluppo delle arti decorative, come la scultura
in legno, la pittura e la produzione di
piastrelle.
SHAKHRISABZ
Quando si arriva a Shakhrisabz sembra non
esservi niente di speciale, se non le
processioni nuziali, precedute dai suonatori di
tromba, che vanno a rendere omaggio al grande
monumento di Tamerlano. Poi, a mano a mano che
si scopre la città, le rovine dei palazzi, le
moschee, i mausolei e le madrase danno il segno
di un luogo grandioso ove si calcano le orme del
grande Tamerlano che qui vi nacque e che
trasformò la sua città natale in un grande
monumento di famiglia.
BUKHARA
Bukhara “la nobile”, il “pilastro dell' Islam”,
è la città più sacra di tutta l'Asia centrale e
perciò chiamata “Bukhara la Santa”.
La massiccia fortezza dei khan, le antiche
madrase, le moschee ed i minareti, i numerosi
“hauz” (gli stagni artificiali di pietra
recentemente svuotati dalla terra con la quale i
russi li avevano colmati) confermano la sua
grande importanza come cuore culturale e
religioso dell'Asia centrale, resa ancora più
splendida dall'amore dei persiani per le arti:
vi vissero, infatti, filosofi, scienziati e
poeti fra i più insigni della straordinaria
cultura persiana dei secoli IX e X.
Per poter apprezzare appieno Bukhara e non fare
indigestione degli oltre 140 edifici storici, è
necessario, dopo averne visitato i più insigni,
gironzolare nella città vecchia, entrare nei
vari bazar che la punteggiano, sostare ai bordi
della piscina Labi Hauz circondata da preziose
architetture in cotto e da platani centenari
all'ombra dei quali si svolgono rumorose partite
a domino degli anziani seduti su piccoli salotti
di legno coperti di tappeti.
Infine, si può concludere l'intensa giornata,
per rilassarsi e ricreare nuove energie per i
giorni a venire nell' Hammomi Bozori-Cord, il
più antico bagno turco della città.
SAMARKANDA
Samarkanda è l'apoteosi del viaggio: essa ci
accoglie con lo splendore dei suoi monumenti, la
bellezza sublime delle decorazioni che Mongoli e
Turchi hanno saputo creare, dopo le conquiste e
le distruzioni.
Anche qui, e più che altrove, si respirano le
atmosfere della Via della Seta.
I versi del poeta James Elroy Fecker evocano il
fascino di questa gloriosa città:
“Non viaggiamo solo per il commercio,
Da venti più caldi sono infiammati i nostri
cuori ardenti.
Per la bramosia di conoscere ciò che non
dovrebbe essere conosciuto
Percorriamo la Strada Dorata che porta a
Samarkanda”.
Vista dall'alto Samarkanda si presenta come un
vasto insieme piuttosto freddo di cupole e di
minareti, ma una volta entrati nella città
vecchia gli straordinari ed enormi monumenti
fatti costruire per lo più da Tamerlano, i bazar
multicolori, i musei e la lunga e ricca storia
della città, rendono l'atmosfera davvero magica.
A conclusione del viaggio, anche noi possiamo
ripetere ciò che disse Alessandro Magno quando
nel 329 a.C. la conquistò: “Tutto quello che ho
udito di Marakanda ( così la chiamavano i greci)
è vero, tranne il fatto che è più bella di
quanto immaginassi”.
Lino
Campesato
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Bukhara: Moschea Bolo-Hauz

Bukhara: Madrassa di Miri-Arab

Aggregazione e foto di gruppo: Italiani e Uzbeki

Samarcanda: cupola colore del cielo |

Khiwa: mura fortificate della cittadella

Khiwa

Khiwa: minareto Kalta minor

Shakhrisabz: processione nuziale |