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Diario di Viaggio
UZBEKISTAN: sulla via Dorata per Samarkanda

25 ottobre - 1 novembre 2007

Percorrendo le strade dell' Uzbekistan capisci che da qui è passata la storia.
Percorri le lande desertiche dove, nella notte dei tempi, ha vagato Zoroastro, scruti il cielo che celebri astronomi hanno studiato secoli e secoli fa. Tutti, dai Persiani Achemenedi, ai Greci, ai Sassanidi, agli Arabi, dai Turchi ai Mongoli e ai Russi, hanno lasciato il segno.
Queste sono le strade di Alessandro Magno, di Marco Polo, di Ibn Batuta, di Avicenna, Gengis Khan e Tamerlano.

KHIWA

 Khiwa è una strana città. Il suo centro storico all'interno delle mura è un'impeccabile città-museo, tuttavia si respira un'aria di mistero e gli innumerevoli monumenti, moschee, madrase, palazzi-diffondono ancora la loro magia.
Khiwa è molto antica. Secondo la leggenda fu fondata quando Sem, figlio di Noè, scavò in questa zona un pozzo.
Ma, è stata distrutta e costruita parecchie volte. Nell'VIII secolo era una piccola fortezza ed una stazione commerciale sulla Via della Seta. Fu solo diverso tempo dopo che Khiwa assunse una grande importanza. Quando, all'inizio del XVI secolo, divenne capitale di un potente khanato, il commercio, quello degli schiavi in particolare, era molto attivo con una conseguente proliferazione di begli edifici e lo sviluppo delle arti decorative, come la scultura in legno, la pittura e la produzione di piastrelle.

SHAKHRISABZ

 Quando si arriva a Shakhrisabz sembra non esservi niente di speciale, se non le processioni nuziali, precedute dai suonatori di tromba, che vanno a rendere omaggio al grande monumento di Tamerlano. Poi, a mano a mano che si scopre la città, le rovine dei palazzi, le moschee, i mausolei e  le madrase danno il segno di un luogo grandioso ove si calcano le orme del grande Tamerlano che qui vi nacque e  che trasformò la sua città natale in un grande monumento di famiglia.

BUKHARA

 Bukhara “la nobile”, il “pilastro dell' Islam”, è la città più sacra di tutta l'Asia centrale e perciò chiamata “Bukhara la Santa”. 
La massiccia fortezza dei khan, le antiche madrase, le moschee ed i minareti, i numerosi “hauz” (gli stagni artificiali di pietra recentemente svuotati dalla terra con la quale i russi li avevano colmati) confermano la sua grande importanza come cuore culturale e religioso dell'Asia centrale, resa ancora più splendida dall'amore dei persiani per le arti: vi vissero, infatti, filosofi, scienziati e poeti fra i più insigni della straordinaria cultura persiana dei secoli IX e X.
Per poter apprezzare appieno Bukhara e non fare indigestione degli oltre 140 edifici storici, è necessario, dopo averne visitato i più insigni, gironzolare nella città vecchia, entrare nei vari bazar che la punteggiano, sostare ai bordi della piscina Labi Hauz circondata da preziose architetture in cotto e da platani centenari all'ombra dei quali si svolgono rumorose partite a domino degli anziani seduti su piccoli salotti di legno coperti di tappeti.
Infine, si può concludere l'intensa giornata, per rilassarsi e ricreare nuove energie per i giorni a venire nell' Hammomi Bozori-Cord, il più antico bagno turco della città.

SAMARKANDA

Samarkanda è l'apoteosi del viaggio: essa ci accoglie con lo splendore dei suoi monumenti, la bellezza sublime delle decorazioni che Mongoli e Turchi hanno saputo creare, dopo le conquiste e le distruzioni.
Anche qui, e più che altrove, si respirano le atmosfere della Via della Seta.
I versi del poeta James Elroy Fecker evocano il fascino di questa gloriosa città:
“Non viaggiamo solo per il commercio, 
Da venti più caldi sono infiammati i nostri  
cuori ardenti. 
Per la bramosia di conoscere ciò che non
dovrebbe essere conosciuto
Percorriamo la Strada Dorata che porta a Samarkanda”.

Vista dall'alto Samarkanda si presenta come un vasto insieme piuttosto freddo di cupole e di minareti, ma una volta entrati nella città vecchia gli straordinari ed enormi monumenti fatti costruire per lo più da Tamerlano, i bazar multicolori, i musei e la lunga e ricca storia della città, rendono l'atmosfera davvero magica.

A conclusione del viaggio, anche noi possiamo ripetere ciò che disse Alessandro Magno quando nel 329 a.C. la conquistò: “Tutto quello che ho udito di Marakanda ( così la chiamavano i greci) è vero, tranne il fatto che è più bella di quanto immaginassi”.

                                                                       Lino Campesato

 

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Bukhara: Moschea Bolo-Hauz

 
Bukhara: Madrassa di Miri-Arab


Aggregazione e foto di gruppo: Italiani e Uzbeki


Samarcanda: cupola colore del cielo


Khiwa: mura fortificate della cittadella



Khiwa


Khiwa: minareto Kalta minor


Shakhrisabz: processione nuziale


Donne al lavoro con le tipiche vesti colorate


Bukhara: cappellini


Sulla strada verso Samarcanda


Samarcanda: piazza Reghistan

 
 
     
 
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