Da
"Diario di Viaggio
Terrasanta e Giordania 2005"
in 8 giorni
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1° giorno:
Arrivo in Israele…Il primo impatto è con il clima caldo
e secco: ci accompagnerà per tutto il tempo.
Si sale a bordo del pullman siamo diretti vero il
Santuario Stella Maris al Monte Carmelo,
ma è necessaria una breve sosta a Cesarea
Marittima. Passiamo accanto alla cittadella
crociata e all’acquedotto romano che dai
pendici del Carmelo portava l’acqua alla città,
assaggiamo le prime “specialità” arabe con un veloce
spuntino; poi di nuovo in pullman attraverso strade,
rese vive e colorate da piante e fiori in grande
spolvero. Ordine, pulizia e tranquillità; nessuno dei
partecipanti - solo per il semplice fatto di aver
aderito a questo pellegrinaggio ha alcun timore per la
situazione che ci descrivono i mass media in Italia -
ma vedendo in loco la situazione reale e non quella
descritta dai media, ci si rassicura ulteriormente.
Saliamo al Monte Carmelo: dopo la celebrazione della
messa visitiamo il santuario, e una sosta in
preghiera nella grotta di Elia profeta.
All’uscita uno sguardo allo stupendo panorama della
città di Haifa. Poi in pullman verso
Tiberiade.
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Haifa
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2° giorno:
E’ la giornata dei Santuari del Lago di Galilea,
la giornata del funerale di Papa Giovanni Paolo II, che
sarà presente sempre nella preghiera e nel ricordo in
ogni luogo che ricorda l’apostolo Pietro, sia al piccolo
Santuario del Primato che nell’area archeologica di
Cafarnao.
Visitiamo i resti di Cafarnao, dove gli
archeologi hanno trovato la casa di Pietro, le tracce
della basilica bizantina, l’imponente Sinagoga,
costruita su quella dei tempi di Gesù proprio in
contrapposizione a quella che doveva essere la superba
basilica bizantina; una sosta seduti sotto le piante per
leggere il discorso del pane, come ce lo presenta
Giovanni nel capitolo 6, prima di rimetterci in pullman
per dirigerci a Tabgha. Al Santuario
della moltiplicazione dei pani, ammiriamo gli
stupendi mosaici.
Il Monte delle Beatitudini chiude la
mattinata con la lettura e il commento per ogni
beatitudine.
Quindi si riparte per Nazareth: la città
della Madonna, di San Giuseppe e dell’infanzia di Gesù.
Iniziamo con la visita alla Basilica delle Nazioni,
dove la Santa Messa viene celebrata alla grotta
dell’Annunciazione. Completano la nostra visita uno
sguardo alla facciata est con il suo portale di bronzo,
la salita alla Basilica superiore e l’ingresso
nella chiesa di San Giuseppe: qui scendiamo nella
cripta. E’ ben visibile una vasca di chiara origine
battesimale per la presenza di simboli legati alla
celebrazione di questo sacramento. Poi ci trasferiamo al
vicino museo - dove possiamo fotografare la pietra del
“Chaire Maria” – e andare alla scoperta dell’antico
villaggio di Nazareth. La visita alla Fontana
della Vergine Maria – che purtroppo è stata
volgarmente imbrattata durante il periodo delle tensioni
per la costruzione della moschea a Nazareth, completa
questo pomeriggio nella città della Madonna.
Il tempo ci permette sulla via del ritorno un’imprevista
visita a Cana di Galilea, al Santuario
del miracolo dalla cupola rossa. |

Nazareth:
Basilica della Natività
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3° giorno:
Prima tappa è a Gerasa, l’antica città
della Decapoli, che con la dominazione romana si dotò di
templi, del teatro, del foro, e altre strutture tipiche
della civiltà greco-romane. Visitiamo questo stupendo
sito archeologico, non senza esserci dapprima un po’
soffermati al teatro romano.
A Madaba facciamo una prima sosta alla
chiesa di San Giorgio, per ammirare lo stupendo
mosaico della Palestina; si sale al
Santuario di Mosè al Monte Nebo dove la morte
raggiunge Mosè sulla soglia della Terra promessa e sulla
sua iniziativa a favore dei giovani e degli handicappati
della Giordania con la costruzione del centro di
Regina Pacis. Uno sguardo dall’alto del monumento
del serpente di bronzo, prima di scendere di
nuovo a Madaba, per conoscere la scuola del mosaico.
Ci portiamo ad Amman per la notte.
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Gerasa |
4° giorno:
E’ il giorno dell’escursione a Petra, con
una levata di buon mattino. Appena partiti la guida ci
illustra una buona parte del centro della città di
Amman, permettendoci di vedere questa stupenda città più
europea che araba.
La preghiera del mattino ci introduce nel tema del
Deserto, che percorreremo per chilometri e chilometri,
seppure su un autobus comodo e su una superstrada
confortevole.
L’entrata nel Sik, l’apparizione meravigliosa del
Tesoro – Al Khaznah- il Teatro, le Tombe dei
Re, il Cardo sono i monumenti stupendi che
affascinano i turisti di ogni tempo e di ogni luogo.
Dopo il pranzo un gruppetto sale al monastero: i
più coraggiosi a piedi, qualcuno invece contratta con
i beduini la salita in groppa all’asinello. Il panorama
al Belvedere è stupendo. |

Petra |
5° giorno:
Partiamo per Betania al di là del Giordano,
luogo del Battesimo di Gesù. In questa località nei
pressi del confine tra Giordania e Israele è stata
effettuata la più importante scoperta archeologica di
questi ultimi dieci anni, essendo stata riportata alla
luce la più antica chiesa cristiana, a testimonianza
della tradizione, che ha sempre collocato l’attività del
Battista – e quindi il battesimo di Gesù – “al di là del
Giordano”.
Entriamo in Gerico, con una piccola
deviazione per poter ammirare il superbo sicomoro,
rimasto a ricordo dell’incontro di Gesù con Zaccheo.
Gerico è anche la città del cieco nato, ma è la città
vicino al Monte delle Tentazioni, visitiamo gli
scavi archeologi del Tell Es- Sultan, che ci
permettono di contemplare dall’alto l’oasi di Gerico e
la torre più antica del mondo, con otto mila anni di
storia alle spalle.
Dopo una breve discesa dal pullman per fotografare il
Monastero delle Tentazioni e una rapida visita
panoramica alla Gerico Erodiana, iniziamo la
salita nel Deserto di Giuda.
La prima tappa è per contemplare la Laura di San
Giorgio Koziba dall’alto; sulla montagna di fronte
un sentiero porta alla Laura e numerosi pellegrini lo
stanno percorrendo a piedi.
Poi ci fermiamo all’Uadi el Kelt . “I
monti saltellarono come arieti, le colline come agnelli
di un gregge”:
è l’espressione dell’autore del salmo 134, che a questo
luogo si è sicuramente ispirato. In questo scenario che
toglie l’aria dalla gola celebriamo la santa Messa.
Gli ultimi chilometri che ci separano dall’entrata in
Gerusalemme, sono scanditi dal canto e dalla
preghiera del salmo 121: “Rallegrati Gerusalemme,
accogli i tuoi figli nelle tue mura”.
La prima apparizione di Gerusalemme, con una visione
globale sulla città vecchia e la spianata del
Tempio ci lascia col cuore gonfio di gioia: stupiti
e ammirati, entriamo in questa città pregando per la
pace: preghiera che abbiamo evocato in ogni luogo per
questa terra, martoriata dal terrorismo e dalla violenza
e dall’odio tra due popoli, anche se a noi pellegrini
questo appare solo per la visione di tanti giovani
armati, ma non notiamo in questi giorni alcun clima di
tensione e paura.
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Gerico
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6°
giorno:
Tutta la giornata è per la città santa. Iniziamo la
nostra visita dalla spianata del Tempio, luogo
che è stato l’occasione della ripresa della intifada del
2000 dopo la profanazione compiuta da Sharon e i morti
succeduti nei disordini successivi.
Lungo un vicolo del suk ci portiamo all’ingresso del
muro del Pianto:per la preghiera di ognuno al muro
uomini e donne vanno ciascuno dalla propria parte; gli
uomini sono più fortunati in quanto possono anche
entrare anche nella sinagoga in quello che è chiamato
l’Arco di Wilson, uno degli archi del viadotto che
dalla spianata conduceva alla città alta e ai suoi
palazzi.
Lasciato il muro del pianto, sempre attraverso i vicoli
della città vecchia ci portiamo alla Chiesa di Sant’Anna,
nei pressi della Piscina probatica. Dopo aver
ammirato i resti archeologici della piscina, in chiesa,
cantiamo la Salve Regina. Scendiamo nella cripta dove i
crociati avevano localizzato la casa dei Santi Gioachino
ed Anna e ammiriamo una stupenda icona della Vergine
preservata dal peccato originale.
Usciamo dalla porta di Santo Stefano per recarci al
Getsemani. Entriamo nell’orto degli ulivi,
dopo aver ammirato e fotografato i poderosi millenari
otto ulivi rimasti, entriamo nella Basilica del
Getsemani. Uscendo scendiamo alla Tomba di Maria,
la chiesa di proprietà comune ortodossa e armena, buia e
annerita dal fumo della candele, che ricorda
l’Assunzione della Vergine Maria.
All’uscita ci rechiamo al luogo più antico consacrato
dalla tradizione cristiana, che è la Grotta
dell’Arresto, dove un impetuosa alluvione del 1956
ha portato alla luce tracce di mosaici risalenti al IV-V
secolo.
Alle due riprendiamo con la Via Crucis, lungo la Via
Dolorosa, percorrendo tutte le stazioni fino alla
Basilica del Santo Sepolcro. Una grazia immensa!
Saliamo per primi all’altare della crocifissione,
per primi, senza premura possiamo chinarci e baciare la
terra all’altare della morte di Gesù; poca gente
anche all’Edicola del Sepolcro, dove cinque alla
volta e ordinatamente sotto il comando preciso di un
pope ortodosso, entriamo in commossa preghiera e
adorazione.
Si completa la Via Crucis alla Pietra dell’Unzione
e in seguito la guida ci illustra le varie cappelle che
contornano la basilica: quella di Longino, della
divisione delle vesti, di S. Elena, degli Impropreri e
la cappella d’Adamo. Ci è stato permesso fare una
foto di gruppo proprio di fronte all’Edicola del
Sepolcro. Per le vie del Suk ci rechiamo alla porta
di Damasco.
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Gerusalemme
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7° giorno:
Completiamo la visita di Gerusalemme recandoci subito al
Cenacolo.
Scendiamo nella sottostante piano alla Tomba di
Davide, che non ha comunque alcun riferimento
storico, né archeologico; gli israeliani, pur sapendo
questo, circondano questo luogo con venerazione.
All’esterno della Tomba l’Antico chiostro del
Francescani risalente al 1335. Un angolo di serenità
e di silenzio.
Ci si reca poi alla Chiesa della Dormizione, che
ricorda il transito della Madonna. Chiesa del 1910,
affidata ai monaci benedettini, custodisce nella cripta
una statua di legno di Maria sul letto di morte: ricorda
il luogo che la tradizione vuol indicare come il posto
della morte della Vergine Maria.
Attraverso la porta di Davide (o di Sion) ci
portiamo nel quartiere armeno. Poi entriamo nel
quartiere ebraico, centro della resistenza
durante la guerra arabo-israeliana del 1948. Si ammirano
i resti delle sinagoghe dei Sefarditi e degli Askenaziti.
Gli scavi archeologici hanno permesso il ritorno a cielo
aperto del cardo maximus.In bella esposizione la menorah
dai sette bracci dorata.
Riprendiamo il pullman e ci portiamo verso
Betlemme. Una stretta al cuore quando per la
prima volta appare ai nostri occhi, nei pressi del posto
di blocco, l’orrenda visione del muro della vergogna!
Il muro fatto costruire in questi ultimi anni per
impedire agli abitanti dei Territori occupati il libero
accesso alla terra di Israele.
Ci rechiamo subito alla grotta dei Pastori, dove,
dopo aver ascoltato la spiegazione sul significato del
luogo dove gli angeli apparvero ai pastori annunciando
la nascita del Messia e cantarono il Gloria in excelsis
Deo, celebriamo la messa.
Visitiamo poi la Basilica della Natività.
Risaliamo per la spiegazione della parte interna della
Basilica, con i preziosi mosaici purtroppo anneriti
anche per l’incuria di ortodossi e armeni. Poi la visita
alla chiesa di Santa Caterina, alle grotte
sotterranee, con la Grotta del Sogno di San Giuseppe,
la Grotta degli Innocenti e la Grotta di San Gerolamo.
Abbiamo terminato la parte del nostro
pellegrinaggio. Un’ora per gli acquisti, perché tutti
siamo d’accordo e vogliamo andare a visitare il
Mausoleo della Memoria, alla collina dell’Herzl.
Quasi tutti passiamo per il Mausoleo dei bambini:
un nodo alla gola ci prende tutti, perché al di là di
ogni razza, comunque ci ricorda che quando l’uomo
dimentica la sua dignità, diventa una bestia feroce!
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Betlemme
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8° giorno:
E’ il giorno della partenza....Il ritrovo al pullman a
è fissato per le ore 10, per cui molti ne hanno
approfittato per un ultimo incontro con Gerusalemme, col Suk, il Sepolcro o una breve visita a luoghi non inclusi
nel nostro programma. |
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